Crescita Interiore

11 Cose che dovremmo smettere di fare (per iniziare ad essere più felici)

cose-che-dovremmo-smettere-di-fare-per-essere-più-felici

Nel 2015, alla Conferenza sulla scienza e l’analisi avanzata dei dati dell’Ieee, fu presentato uno studio del Mit in cui si affermava (e si dimostrava) come un algoritmo di un un computer potesse prevedere facilmente il comportamento di una data persona. E che lo potesse fare meglio di qualunque essere umano.

Anche se questo può sembrare sbalorditivo e un tantino preoccupante, in realtà tutto ciò è possibile per come funziona la mente umana: per scorciatoie basate sull’esperienza. In pratica la mente non potendo valutare ogni singolo istante della sua esistenza come nuovo, utilizza decisioni già prese. Cioè utilizza il passato per vivere nel presente e costruirsi il futuro.

Alcuni aspetti della mente uniti e alcune caratteristiche del mondo circostante, che tendiamo ad ignorare, sono in realtà due delle principali fonti di sofferenza per l’essere umano.

C’è la cultura in cui siamo immersi che, da quando siamo nati, ci trasmette aspettative e indicazioni di comportamento: cosa possiamo o non possiamo fare e cosa rischiamo a fare di testa nostra.


Scopri come la società influenza la nostra felicità


Ci sono poi i meccanismi mentali, di cui ti parlavo all’inizio, quelli che la mente utilizza per non sprecare energie o rimanere bloccata. Quest’ultimo riguarda il fatto che troppi stimoli per la mente ci farebbero impazzire. Così col tempo impariamo presto a filtrare e pre-giudicare gli eventi, le persone e le loro azioni.

In pratica, per essere sicuri di non affaticarci troppo utilizziamo sempre e solo le solite risposte basate su esperienze passate, traumi e ferite. Ognuno di noi vive perciò con un set già pronto di reazioni automatiche. Ci ritroviamo perciò di fronte al presente come se fosse la ripetizione di cose passate. E non andiamo più avanti.

In che modo tutto questo ci rende infelici? In tutti quei modi in cui ti mostrerò in questo articolo.

In sostanza: trattiamo ogni novità, anche potenzialmente positiva, come se fosse una minaccia già incontrata nel passato. Inoltre, per via di alcuni timori inconsci, ci costringiamo ad avere dei comportamenti che non ci rispecchiano (quindi a rifiutare chi veramente vogliamo essere).

Il danno che ci auto-infliggiamo è enorme.

Premettendo che non sono né uno psicologo, né un life coach, né un counselor, spero ugualmente che questi suggerimenti possano esserti utili per sentirti meglio ed utilizzare meglio la tua mente.

Vediamo cosa dovremmo smettere di fare o su cosa dovremmo lavorare per sentirci meglio…

paura isolamento

1. Dovremmo smettere di aver paura di venire isolati

Tutti abbiamo paura di restare soli. In fondo l’uomo è un animale sociale, anche se ultimamente poco socievole. Ma la paura di rimanere soli è come un ricatto che si protrae per tutta la vita. “Non isolarti, non abbandonare il gruppo, o per te sarà la fine”.

Probabilmente questo è l’effetto di un antico retaggio, che però, in una società sovraffollata, poco sana, e soprattutto massificata, può portare più dispiacere che gioie.

Condividiamo così tempo e risorse anche con persone che non fanno bene né alla nostra crescita né alla nostra felicità. Qualcuno li chiama rapporti tossici, e ce ne sono di molti tipi, a seconda del livello di dolore che ci trasmettono.

Per questa paura ci costringiamo a stare in compagnia di chiunque, dimenticando troppo spesso che effetto hanno su di noi. Il detto “meglio soli che male accompagnati” sembra essere stato dimenticato, mentre invece, a conti fatti, è un’ottima filosofia di vita. Un po’ di solitudine, in determinati momenti, è essenziale per lavorare meglio e ritrovare la giusta centratura.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Iniziare, con un po’ di coraggio, a trovare spazio e tempo per stare con noi stessi. Magari a piccole dosi. magari imparando a dire di no -anche spiegandone i motivi- specialmente a quelle persone che sappiamo che ci tolgono potere interiore, serenità, entusiasmo, coraggio. Insomma quelle che ci depotenziano.

compiacere tutti

2. Dovremmo smettere di compiacere tutti

Questo stile di vita o modo di essere, è uno dei più nocivi per noi, ed ha legami con la paura dell’isolamento.

Cercare di compiacere tutti o anche solo determinate persone che hanno una certa influenza su di noi (ci piacciono, ci incutono timore), non ha niente a che vedere con l’essere gentili. Si può esserlo mantenendo le proprie idee, i propri valori e le proprie preferenze.

Cercare di compiacere tutti è adattare continuamente modo di essere al punto da rinunciare al nostro vero Sè.

Non solo è mettere in un angolo ciò che siamo realmente ma è anche come collezionare mille maschere, per poter indossare quella che non deluderà chi abbiamo di fronte.

Un conto è che lo faccia un attore, per professione, disposto a partecipare ad una narrazione. Finito il film o le riprese rimane comunque sé stesso. Chi cerca di compiacere invece viene considerato sempre per la maschera che indossa. In pratica nessuno sa veramente chi è.

Impariamo presto nella vita a recitare vari ruoli, a seconda delle persone con cui ci troviamo.

E se abbiamo qualche talento che non piace a qualcuno, evitiamo di migliorarlo, divenendo presto insoddisfatti; se qualcosa ci rende felici ma qualcuno non la approva, tendiamo ad allontanarcene vivendo una vita sotto tono; se abbiamo dei sogni che non appartengono alla visione o alla cultura delle persone con cui viviamo, ci rinunciamo tenendoli rinchiusi a prendere polvere in un cassetto.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Iniziare a ricordarti chi sei e cosa vuoi veramente. Poi dovresti imparare il modo migliore per trasmettere queste tue preferenze in maniera ferma ma gentile, senza lasciarti travolgere dalle emozioni o dalla difficoltà di esprimerti. Se senti che qualcuno non fa bene alla tua crescita, gentilmente cerca di allontanartene e di lasciarlo andare.

cercare approvazione

3. Dovremmo smettere di cercare a tutti i costi l’approvazione degli altri

Io stesso ho sofferto molto di questo tipo di atteggiamento.

Avendo bisogno della vicinanza e dell’affetto delle persone, ho cercato di guadagnarmi l’attenzione degli altri facendo di tutto.

È un modo per rinchiudersi da solo in una gabbia dolorosissima.

Io l’ho fatto in tanti modi, con gentilezza e bruscamente (poiché mi sentivo ferito e rifiutato), ma il risultato è sempre stato lo stesso: nessuno mi ha mai filato più di tanto.

Probabilmente è giusto così (nel senso di “è naturale che accada”) perché fare qualcosa per guadagnarsi attenzioni, stima, affetto in cambio, non sono la via migliore per costruire rapporti onesti e alla pari.

Alla fine del 2017 ho espresso un unico, preciso proposito: quello di non elemosinare più nulla da nessuno.

Devo dire che la cosa mi ha restituito una pace interiore che mai mi sarei immaginato, e quelle persone, piano piano, hanno iniziato a svanire completamente dalla mia mente e dal mio cuore.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Cerchiamo l’approvazione quando non ci sentiamo sicuri di noi stessi. Per iniziare a risolvere questo aspetto dovremmo innanzitutto ritrovare una forte connessione con ciò che siamo, e ricordarci che a responsabilità dei nostri successi o fallimenti dipende in larga patte da noi. Quando abbiamo chiaro davanti a noi il nostro scopo, il nostro progetto di vita, e ci impegniamo a migliorarci, il parere degli altri diventa un semplice spunto che possiamo usare per “prendere le misure”, per orientarci meglio. Ma mai e poi mai sarà per noi l’unico e insindacabile metro di giudizio sul nostro operato. Sarà un semplice spunto.

rimuginare sul passato

4. Dovremmo smettere di rimuginare troppo sul passato

Ti capita di ripensare a qualcosa accaduta giorni o settimane prima e di pensare “avrei potuto dire e fare questo e quello!” oppure raccontando il fatto a qualcuno, continuare a ripetere le stesse cose arrabbiandoti sempre di più e concludendo con frasi tipo “ti rendi conto?!

Bene, sei (siamo) ufficialmente nel club di chi rimugina troppo sul passato, un club che comprende svariati miliardi di persone nel mondo.

Il passato non lo possiamo cambiare: al massimo possiamo imparare da esso qualcosa per affrontare meglio il presente. Il passato è quella cosa che tende a ripetersi finché non impariamo alcune lezioni e non ci trasformiamo.

E una volta trovato uno stratagemma, una strategia di comportamento costruttivo e saggio, anche gli eventi del passato dolorosi sembrano trasformarsi magicamente.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Se ripensi costantemente e dolorosamente a qualcosa del tuo passato, siediti e inizia a scrivere cosa avresti potuto fare meglio. Cerca di capire quale è stato il tuo contributo all’andamento dei fatti e prenditi l’impegno (costruttivo) di comportarti diversamente la prossima volta che ti capita qualcosa di simile. Non ti sto consigliano di lasciarti invadere dal cinismo e dal risentimento, ma proprio il contrario. Cinismo e risentimento sono strade facile da intraprendere ma che ti consumeranno nella mente, nel corpo e nell’anima. Meglio sviluppare consapevolezza, compassione e saggezza. Come? Cercando di capire le motivazioni delle parti in causa in quel doloroso fatto. 


Ho approfondito questo tema nell’articolo Le Ragioni Degli Altri


cinismo e risentimento

5. Dovremmo smettere di lasciarci intossicare da cinismo e risentimento

Il mondo è brutto e cattivo e io mi adeguo!” e “Se lo fanno tutti lo faccio anche io!

Questa è la combo letale per giustificare la propria entrata nel lato oscuro del comportamento (anti)sociale.

Insomma, è così facile lasciarsi andare al peggio di sé (e sembra quasi di moda) che per quale motivo uno dovrebbe opporcisi? Direi per non farsi altro male.

In fondo cadere nel cinismo e nella sfiducia verso gli altri è come buttare benzina su un palazzo che va a fuoco. Come potrebbe migliorare la situazione?

Soprattutto, se tutti lo facciamo, cosa ne sarà del futuro?

Diventare cinici ci chiude tutta una serie di benefici dell’esistenza umana che sconsiglierei a chiunque.

Innanzitutto i cinici non sono simpatici a nessuno (avete presente Scrooge di “A Christmas Carol” di Charles Dickens?) e sono spesso tenuti a debita distanza da tutti (altri cinici compresi).

Poi il cinico è colui che ha già deciso che tutto andrà male, che tutto è negativo, che “mai-una-gioia” (detto che va tanto di moda, soprattutto fra gli infelici): insomma il cinico è laureato cum laude in “scorciatoie mentali per farsi molto male per sempre”.

Poi c’è il risentimento che va a braccetto col cinismo. Risentimento è lamentarsi continuamente. È disprezzare e vedere il marcio in chiunque, anche se non lo si conosce. È un viaggio sicuro verso un decesso interiore poiché tutto ciò ci divora velocemente dall’interno.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Innanzitutto pensa a ciò che fai tu. Pensa ad essere grato/a per ciò che hai ricevuto e ricevi ogni giorno. Anche le cose più insignificanti: esiste sempre qualcuno nel mondo che con quelle piccole cose migliorerebbe la sua qualità di vita. Prendi carta e penna e ogni giorno – mattina e sera – elenca dieci cose di cui essere grato/a. Una buona salute, il sole, il cibo, un letto comodo, l’acqua calda, una gentilezza ricevuta. Qualsiasi cosa. Fallo per almeno due settimane cercando di trovare più cose possibili. Inizierai a sentirti meglio, ad esser meno cinico/a, a provare minor risentimento. Inoltre, sempre nello stesso foglio, elenca dieci cose che stanno andando bene e dieci cose meravigliose che potresti fare in quel giorno o quella settimana. In questo modo abbandoni a poco a poco una mentalità “negativa” per sintonizzarti sulle possibilità “positive” che la vita ti offre continuamente.

criticare gli altri

6. Dovremmo smettere di focalizzarci sugli altri per criticarli e incolparli

È lo sport nazionale: criticare gli altri, giudicarli male, parlarne come se sapessimo tutto di loro.

Ovviamente subiamo anche noi, a nostra volta, questo tipo di chiacchiere, perché è un comportamento fin troppo tollerato in società come la nostra. E non è mai piacevole.

È come se gli altri sapessero sempre meglio di noi cosa dobbiamo o non dobbiamo fare per fare la cosa giusta (e vice versa).

Nella mia esperienza ho notato una cosa davvero singolare. Tendo a criticare gli altri o a prendermela con loro quando non sono contento della mia vita.

Capita quando sono sotto stress, o magari quando non ho messo bene a fuoco i miei progetti, quando non ho una missione emozionante da portare avanti.

Se invece so cosa voglio realizzare, e ne sono felice, tutto il negativo perde importanza.

Questo mi ricorda sempre una frase di Jack Kerouac che dice “Ora so che tutto andrà bene, perché il mio cuore cresce”. Cioè: quando siamo felici e stiamo facendo buone cose, tutto scorre liscio.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Concentrati su ciò che è sotto il tuo controllo, fallo con amore, fallo più che bene. Sii orgoglioso/a di ciò che fai e di come lo fai. Dai il meglio. Piuttosto che incolpare qualcuno, chiediamo spiegazioni, facciamo presente come l’abbiamo vissuta noi una situazione, e soprattutto chiediamoci cosa avremmo fatto noi al posto loro. Più siamo arrabbiati col mondo più dovremmo preoccuparci di quanto ci stiamo allontanando dalla felicità. Iniziamo col goderci la vita, le piccole cose, i bei rapporti. Costruiamo qualcosa per cui valga la pena alzarsi dal letto. Coltiviamo fiducia, speranza e sogni. Viviamo di magia e armonia. 

demolire noi stessi

7. Dovremmo smettere di focalizzarci sugli altri per buttarci giù

Simile al precedente, è il classico “non ce la farò mai, non arriverò mai a quei livelli, io non sono fortunato o abbastanza bravo-bello-in gamba come lui/lei”.

Le tipiche frasi che diciamo a noi stessi e che ci privano del coraggio di provare a cambiare, di migliorarci.

E tutto ciò serve solo per non farci muovere un dito, quindi sono molto usate da chi non vuole veramente cambiare. Sono ottime per pigri e persone prive di ambizioni ed umiltà.

Una cosa del genere la vedo nelle persone che idealizzano le persone famose: un vip, un calciatore, una modella, una cantante. Gli assegnano qualità ideali e li privano di caratteristiche umane.

Per certe persone i vip sono perfetti a prescindere dai reali meriti.

E una cosa che ho sentito dire a Lisa Nichols è: “nessuno deve osannarmi, nessuno. Sono una persona normale che ha messo l’anima in un progetto. Chi mi idealizza sta scaricando su di me la responsabilità di migliorarsi e di fare cose straordinarie“.

È così che reagirà la nostra mente se decidiamo che tutti i talenti e tutte le fortuna ce li hanno solo gli altri: vivremo con la certezza che sarà perfettamente inutile imparare, agire, rialzarsi dopo un fallimento.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Inizia da subito a domandarti: “chi voglio diventare da qui a 5 anni. Che impronta voglio lasciare? Come voglio essere ricordato/a?” Come sempre scrivilo su un foglio di carta e ricontrollalo ogni settimana e ogni mese per capire se stai andando nella direzione giusta. Piuttosto che invidiare qualcuno prova a lasciarti ispirare. Impara dai migliori. Sii umile e cerca di fare cose buone. 

pensare alle soluzioni non ai problemi

8. Dovremmo smettere di concentrarci sui problemi piuttosto che sulle soluzioni

Molto spesso ci troviamo di fronte a situazioni negative nelle quali non facciamo altro che immergerci, disperandoci sempre di più. In questo ingranaggio di dolore, smettiamo di domandarci “come posso risolvere questa situazione?

Ho conosciuto moltissime persone che, addirittura, rifiutavano anche il solo ammettere che potessero esserci delle soluzioni. Ho capito allora che c’era una volontà, forse inconscia, di rimanere dov’erano, paralizzate da paura e delusione.

Queste persone sono quelle che si sbarazzano di qualsiasi proposta con altrettante giustificazioni. “È impossibile perché così e così… Ci ha già provato Tizio e non c’è riuscito… Io so che non può funzionare…

Ma sai una cosa? È solo un modo per non tentare nessun tipo di cambiamento. È l’incapacità di avere fiducia e di affidarsi alla speranza.

Alcune delle cose migliori che ho realizzato, le ho fatte dopo che qualcuno mi aveva detto: “è impossibile!” (non ti dico le loro facce quando ci sono riuscito…)

Molte persone non vogliono veramente cambiare: rimangono (e vogliono rimanere) incatenate ai propri problemi. Perché ci sono affezionate (il caro vecchio “porto sicuro”) o perché amano recitare il ruolo di vittima, di persona sfortunata, di persona negativa. Gli assicura una perfetta immobilità e un senso di sicurezza, anche se stanno soffrendo. “Meglio star male che agire” è il loro motto.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Di fronte a qualunque problema puoi farti una o più domande attive: “Come questo evento può aiutarmi ad imparare e crescere di più? Come potrei sfruttarlo a mio favore? Chi potrebbe aiutarmi in questa situazione per esserci già passato? Cosa dovrei fare diversamente o cambiare per poterlo risolvere?”

Scrivi tutto su un foglio e fai attenzione alle tue sensazioni. I problemi, le difficoltà ci mettono di fronte sempre a dei nostri limiti. Sono sempre dei bivi presso cui domandarci “Quale strada è la migliore per la mia crescita?”

vita artificiale

9. Dovremmo smettere di vivere di cose artificiali

Anche se la tecnologia fa passi da gigante la realtà ha comunque tutto un altro sapore.

Il video di una passeggiata in un bosco, per quanto possa essere in Ultra-HD, girato dal miglior regista del mondo e con le migliori attrezzature, non potrà mai sostituire, eguagliare o riprodurre una vera passeggiata in quel bosco.

Ma sembriamo aver dimenticato l’importanza delle cose reali e genuine e tendiamo ad eccedere nell’uso della tecnologia per sostituirle.

Esempi pratici sono utilizzare solo lo smartphone per dialogare con qualcuno (mentre potremmo prendere un caffè insieme), o utilizzare lo streaming video o i social per riempire qualsiasi vuoto (rafforzando così il nostro isolamento sociale). Il tempo, una risorsa preziosissima e limitata, dovrebbe essere investito in maniera più intelligente (o furba).

In pratica, quello che intendo per “artificiale” è l’utilizzo di tutto ciò che ci allontana dalle interazioni faccia a faccia con gli altri.

Watzlavick diceva che ogni problema umano è un problema di relazioni, il che rende chiaro perché ci stiamo allontanando così tanto gli uni dagli altri. Non sappiamo più vivere bene in società e tendiamo così a evitarla. In questo modo la tecnologia ci serve per creare filtri, barriere, distacchi.

Ma così come il sapore di un frutto si può imitare chimicamente, mangiare un frutto vero è tutta un’altra esperienza.

Oltretutto non si può svendere la qualità della nostra esistenza solo perché sta diventando difficile avere a che fare con gli altri. Piuttosto che isolarci dovremmo cercare di affrontare il problema in qualche modo.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Ogni settimana potresti darti dei compiti. Incontrare qualcuno, piuttosto che inviargli 20 messaggi vocali, chiarire e fare pace con persone importanti per il vostro benessere, ascoltare musica dal vivo o andare a teatro, cucinare una pizza fatta in casa. Cerca di settimana in settimana di spostarti verso un tipo di vita più “analogico” se vogliamo, più reale, più genuina.

domandare di più

10. Dovremmo smettere di pensare di sapere già tutto ed essere più curiosi e aperti

Sapete qual è una delle migliori caratteristiche umane che aiutano a piacere agli altri? Saper ascoltare senza giudicare. Senza affrettarsi a dire qualcosa, e trasmette così alla persona che abbiamo di fronte che siamo connessi con lei, siamo ricettivi, siamo disposti a sentire le sue ragioni.

Raramente le persone ascoltano gli altri (c’è chi dice che aspettino solo il proprio turno per parlare) e ancora più raramente le persone fanno domande per approfondire le cose.

Essere sempre convinti di sapere sempre tutto è un tipo di comportamento che può essere spiegato dall’effetto Dunning Kruger. In pratica si è visto come chi meno sa più pensa di sapere tutto il necessario.

È per questo che gli ignoranti danno tutto per scontato e commettono errori grossolani.

In più, chi non fa domande e non è curioso vive una vita molto limitata, ed ovviamente è particolarmente insoddisfatto.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Inizia ad essere più curioso/a. Ascolta, osserva, sperimenta. Se qualcuno ti racconta qualcosa fai domande per approfondire. Prova cose nuove, leggi di più e condividi le tue idee con altri. Domandati cosa stai dando per scontato nelle questioni più difficili. Chiedi pareri per utilizzarli come spunti. 

pensare in termini di scarsità

11. Pensare e parlare in termini di scarsità, sfortuna, sfiducia

C’è una sorta di virus che circola fra le persone. È quel modo di pensare che qualche minaccia sia sempre dietro l’angolo. Che le cose andranno sempre male (il “mai-una-gioia” ne è un ottimo esempio). Che vivere una vita grandiosa è solo per pochi (di solito ricchi e potenti).

Ma si sa che chi riesce ad avere successo nella vita, e in ambiti anche molto difficili, non è di solito chi ha le migliori condizioni iniziali (che comunque aiutano). Chi ce la fa è chi ha costanza, resilienza, passione. Chi sa resistere alle delusioni e trasformare il suo atteggiamento, pur rimanendo saldo nell’obiettivo. Chi sa essere consistente nelle azioni e continuativo negli sforzi.

Da quando ho scritto l’articolo sulle persone fortunate e le loro 4 abitudini d’oro, molti ne hanno sempre sottovalutato i principi, che in realtà sono alla portata di tutti.

Pensare in termini di abbondanza è un’abilità che prima o poi andrebbe appresa. Mi riferisco all’essere fiduciosi, attivi, aperti mentalmente. Mi riferisco a vedere le tantissime possibilità e occasioni fortunate intorno a noi. Mi riferisco nel sentirsi tranquilli rispetto al fatto che una soluzione si possa sempre trovare.


Cosa puoi fare, da subito, per migliorare questo aspetto? Ogni giorno domandati quante cose buone ti sono accadute il giorno prima. Anche se sono piccole e apparentemente insignificanti. Domandati in che modo le cose che hai e le persone che conosci possono essere perfette per farti progredire nei tuoi progetti. Ascolta le novità, frequenta persone attive ed entusiaste. 

Concludendo

Non ti resta che riflettere su uno o più aspetti che di cui ho parlato in questo articolo e cercare di far caso a quando li mettiamo in atto. Poi col tempo, puoi cercare di modificarli dandoti dei micro obiettivi giornalieri o settimanali.

A mano a mano che riuscirai ad avere maggior controllo sulle cose che vuoi cambiare, ne riceverai anche i migliori benefici. Questo ti darà ulteriore stimolo a proseguire ed ampliare la tua trasformazione.

Ricordati che non c’è nulla di male a migliorare la propria vita e che questo è possibile farlo soltanto a piccoli passi. Non esistono scorciatoie.

Dopo questo le persone hanno letto...
RealizzazioneRelazioniStrumenti e Abilità

Come farti ascoltare di più e sentirti meno solo

Idee ed Esperienze

Non riesco più ad annoiarmi.
(Ed è un bel problema!)

Raggiungere il SuccessoSalute ed EnergiaStrumenti e Abilità

Come ottenere chiarezza mentale ed aumentare la produttività

Crescita InterioreRealizzazione

Manifesting 3-6-9: l'esercizio per realizzare i tuoi desideri

Ricevi aggiornamenti...
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x