Crescita Interiore

Troppe delusioni? Rivedi le tue alte aspettative.

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“Ciò che conta realmente non è ciò che ti capita, ma il modo in cui reagisci a ciò che ti capita.” – Epitteto

Sei una persona che si sente spesso tradita dagli altri? Ti arrabbi facilmente e le persone intorno a te dicono che non capiscono la tua reazione? O magari hai degli amici o dei colleghi che fanno così, che sembrano sempre aver bisogno di sottolineare gli errori degli altri e non si rilassano mai?

Tutto questo porta con sé molta sofferenza e forse la causa potrebbero essere le aspettative troppo alte

Sai che le nostre emozioni sono generate da come interpretiamo la realtà? La felicità dipende dalla valutazione che diamo alle cose, più che dalle cose in sé. Questo lo possiamo vedere da come le persone reagiscono agli stessi tipi di eventi: chi li supera, chi li sfrutta, chi ci entra in sintonia e chi rimane a disperarsene.

Rispetto a un determinato nuovo evento poi, sembra strano, ma decidiamo sempre in anticipo cosa significherà per noi (cioè cosa dobbiamo provare in merito), secondo la nostra memoria, secondo scelte che abbiamo già fatto. Accade perché la mente umana funziona diciamo “a risparmio”. Non vuole valutare di volta in volta ogni singolo stimolo o evento e utilizza informazioni già acquisite. In pratica reagiamo sempre nello stesso modo.

E la nostra sofferenza dipende anche dalle nostre aspettative, alte, basse o irreali che siano.

la nostra sofferenza dipende anche dalle nostre aspettative…

Il punto è che ogni cosa porta con sé infinite possibilità. Ogni cosa ha con sé lati positivi e negativi: dipende da come la vogliamo (o riusciamo a) vedere. Come il simbolo del Tao, hai presente?

Sembra tutta teoria ma posso assicurarti che a me accade spesso. Dopo che qualcosa di tremendo o particolarmente sfortunato è accaduto, io riesca a trovarne dei lati positivi. Non subito, certo e ad essere sincero mi ci sono anche un po’ allenato, ma alla fine riesco a farlo, e riesco a portare sollievo a me e agli altri. Quindi: si può fare.

Aspettative, aspirazioni e standard sono cose diverse e dobbiamo distinguerle

Le aspettative sono ciò che ci aspettiamo che accada all’esterno senza che noi agiamo e che ci porti soddisfazioni, facilitazioni, comodità.
Le aspirazioni, invece, sono ciò a cui vogliamo tendere, ciò che ci motiva a sacrificarci, i nostri progetti di vita (professionali, umani, relazionali).

Gli standard sono ciò a cui non vogliamo rinunciare, la selezione di persone, attività, ambienti in cui sentiamo di voler stare. Sono legati ai nostri principi e valori.

Avere alte aspettative consiste nell’aspettarsi, senza alcun motivo, che ci accadano meravigliosi colpi di fortuna senza il nostro contributo, che gli altri facciano le cose che ci aspettiamo, prevedendo miracolosamente ed esattamente i nostri umori e i nostri bisogni.

Avere delle alte aspettative ci proietta in una dimensione molto pericolosa poiché irreale. E sai cosa ci accade in quella dimensione? Siamo deboli, impotenti e con una zavorra addosso. Mi spiego meglio.

Avere delle alte aspettative ci proietta in una dimensione pericolosa poiché irreale in cui siamo deboli e impotenti.

Con grandi aspettative sai che succede? Ci dimentichiamo delle nostre migliori qualità, tagliamo di netto i ponti col nostro potere personale e ci ritroviamo prede di ciò che sta accadendo.

Davanti a un evento che si sposta anche solo di poco dalle nostre aspettative giudichiamo, spaventati e insicuri, se dobbiamo gioire o disperarci, come se in mezzo non ci fosse nulla. O bianco o nero (e di solito prevale l’emozione negativa). Come se noi non avessimo nemmeno la capacità di reagire per limitare i danni.

Da lì la disperazione, la frustrazione, la delusione: ovvero la paura.

Poter applicare il nostro potere personale però ci permetterebbe di reagire costruttivamente agli eventi esterni, sfruttare le situazioni, imparare le lezioni della vita e trovare strategie più efficaci per costruirci soluzioni migliori nel futuro. Se siamo tutt’uno col nostro potere interiore progrediamo, diventiamo esperti, più sicuri.

Altrimenti sprofondiamo sempre di più nelle insicurezze.

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Alte aspettative frequenti delusioni

Avere delle aspettative alte, quindi, implica il rimanere spesso delusi. Il perché si rimane delusi ha a che fare con la natura delle aspettative. Queste infatti sono quasi assolutamente basate sul caso, sulla fortuna. Ed equivalgono al portare sulle spalle uno zaino pesantissimo pieno di cose inutili per un viaggio meraviglioso che ci troviamo a fare, quello della vita.

Uno zaino pesante che ci sega le spalle, sbatte contro la nostra schiena e che contiene cose assolutamente inutili, ci deruba di tutte le nostre forze fisiche e mentali, del nostro ottimismo, delle nostre migliori capacità; ci distoglie dall’obiettivo, ci rallenta, ci blocca, ci distrugge.

Con basse aspettative invece siamo più rilassati, perché ci concentriamo più nel risolvere le cose e nell’adattarci agli eventi; siamo pieni di risorse per poter reagire positivamente o quantomeno costruttivamente.

Con basse aspettative siamo più rilassati e ci concentriamo nel risolvere le cose…

Basse aspettative: leggerezza e ottimismo

Quando abbiamo aspettative molto basse, invece, ovvero non ci aspettiamo nulla da qualcuno o qualcosa, contiamo principalmente sulle nostre capacità: questo non solo ci permette di ampliare l’accesso ai nostri talenti ma anche di concentrarci nel trovare soluzioni.

Inoltre ci divertiamo di più perché stiamo esplorando il caso per vedere cosa accade ma con fiducia.

Dando meno cose per scontate e aspettandoci meno dagli altri e dagli eventi, riusciamo a ridare respiro alla nostra gratitudine, al senso di armonia e gioia nel goderci il viaggio della vita.

Dando meno cose per scontate e aspettandoci meno dagli altri e dagli eventi, riusciamo a ridare respiro alla nostra gratitudine, al senso di armonia e gioia nel goderci il viaggio della vita.

Infatti avere aspettative è un po’ come restare fermi e porre un limite agli eventi, un aspettarsi che qualcosa sia bianco o nero e che tutto finisca con esso. Faccio un esempio.

Se ci accade qualcosa di spiacevole possiamo disperarci e rimanerci male, contando sulle aspettative (che sono statiche), oppure farci qualche domanda saggia e costruttiva. “C’è qualcosa che mi sta insegnando questo evento? C’è qualcosa che posso sfruttare a mio vantaggio per migliorare me, la mia vita, le cose a cui tengo?”.

Il come reagiamo agli eventi è ciò che determina ciò che otteniamo e costruiamo nel nostro futuro

Se accade qualcosa di male e ci perdiamo subito d’animo, faremo lo stesso per tutta la vita, andando sempre più a peggiorare. Se invece cerchiamo di migliorarci migliorando le nostre reazioni, col tempo guadagneremo la meravigliosa capacità di reagire positivamente e sfruttare anche le difficoltà a nostro vantaggio.

Basse aspettative non è aver scarse ambizioni, non è puntare in basso. È importante che questo sia cristallino. Non è che standosene le ore sul divano a mangiare gelato e guardare Netflix ci farà sentire felici: quello è avere scarsa ambizione e bassi standard.

Le ambizioni sane sono importanti per la nostra crescita…

Le ambizioni sane (quelle che non danneggiano gli altri), così come i desideri e i progetti, sono importanti per la nostra crescita. Ma un conto è concentrarci su di noi, studiare, progettare, agire, essere costanti e un altro è aspettarsi che gli all’esterno, persone ed eventi, non aspettino altro che farci felici. Le aspettative alte su cose esterne portano sempre e solo alla delusione. Mentre puntare sulle nostre forze, capacità, conoscenze e creare collaborazioni positive con gli altri ci porta ad avanzare verso i nostri obiettivi.

Tra l’altro avere aspettative alte equivale a non essere felici in partenza e non esserlo qualunque cosa accada (perché non sarà mai ciò che ci aspettavamo ma una delle infinite possibilità).

Inoltre implica non solo una altissima concentrazione tossica di ego, ma anche che si aspetti la felicità, la soddisfazione, la gioia dagli altri, sempre e solo dall’esterno. In sostanza ci si auto-indebolisce nella convinzione che ciò che si ha non è mai abbastanza per cavarsela bene, e che ciò che abbiamo ha poco valore.

Questo ci porta rapidamente al concetto di gratitudine

Chi si impegna a dar valore a ciò che ha, specie quello che di solito si dà per scontato, di solito è già più sereno, positivo, fiducioso e non spera in eventi esterni che gli cambieranno l’umore, la giornata, la vita. Chi è grato e pratica la gratitudine vive meglio, si concentra sul da farsi per ottenere ciò che gli serve non su ciò che non gli viene dato.

Se pensiamo che già noi stessi spesso decidiamo di fare qualcosa e un attimo dopo stiamo già cambiando idea, come potremmo pretendere dagli altri qualcosa di diverso? Siamo esseri umani, sbagliamo, siamo un complesso infinito di istinti, idee, necessità, aspirazioni, storie.

Nessuno è prevedibile e non sappiamo mai se qualcuno agirà in un certo modo o in un altro. Perciò come facciamo? Contiamo su noi stessi, ci concentriamo su ciò possiamo fare noi e che è sotto il nostro controllo: le nostre azioni, le nostre informazioni, i nostri ragionamenti, le relazioni e il dialogo che riusciamo a instaurare con gli altri.

Avere delle alte aspettative ci mette in una condizione statica di estremo bisogno.

Avere delle alte aspettative ci mette in una condizione statica di estremo bisogno. “Fa che accada A o B”. Restringiamo l’infinita gamma di possibilità a una, due opzioni che pretendiamo arrivino anche puntuali. Ma non abbiamo controllo sugli eventi, possiamo solo cercare di prevenirli e reagire positivamente a quello che accade.

In genere, meno fiducia abbiamo in noi stessi (cioè meno autostima), e meno siamo in armonia con il resto del mondo; perché abbiamo bisogno che dall’esterno ci portino benessere, soluzioni, e una vita serena. È così che abbiamo delusioni frequenti.

Quale potrebbe essere uno stile di vita che comprenda basse aspettative e allo stesso tempo alte aspirazioni?

Direi di procedere a piccoli passi. Innanzitutto per ottenere un cambiamento genuino, efficace e duraturo, penso si debba passare del tempo ad osservarsi senza giudicare.

Cerchiamo di notare il nostro “rimanerci male” se qualcuno non fa esattamente come vogliamo, se incontriamo qualche difficoltà mentre siamo particolarmente stanchi e tendiamo a perdere la pazienza.

Notiamo le nostre sensazioni, l’enorme importanza che diamo a cose su cui non possiamo intervenire. E notiamo come invece di agire ce ne restiamo immobili a soffrire. Scriviamo tutto su un diario al mattino o alla sera.

Con calma, quando ci sentiamo più sicuri e positivi, riprendiamo i fatti più salienti e proviamo a rielabolarli dentro di noi. L’aiuto di una persona equilibrata ed ottimista ci potrà aiutare di sicuro.

Domandiamoci “Alla fine, era così grave questa situazione di cui ho scritto sul diario? Ha portato anche qualche risultato positivo, qualche importante lezione di vita, posso imparare qualcosa ora per non trovarmi nella stessa situazione in futuro?”

Piano piano, cerchiamo di passare dalla mentalità che si offende, si arrabbia, a quelle che ne parla, condivide e cerca di costruire soluzioni per il futuro insieme agli altri.

Piano piano, cerchiamo di passare dalla mentalità che si offende, si arrabbia, a quelle che ne parla, condivide e cerca di costruire soluzioni per il futuro insieme agli altri.

Appreso o creato un nuovo modo di interpretare le cose ci sentiremo subito migliorati, anche se di poco. Sentiremo la fiducia in noi stessi aumentare la sua energia. E col tempo, a forza di accumulare questa fiducia sarà sempre più facile sbarazzarsi delle aspettative dolorose e acquisire spirito di iniziativa, creatività, positività.

Con una autostima più forte passiamo a dedicarci di più ai nostri progetti, ai nostri obiettivi, ai nostri desideri. Ho notato che quando sono stimolato dal mio sviluppo personale e professionale tutto sembra molto più facile e più roseo. Non che non ci siano i problemi, le scocciature, le persone sgradevoli§: ma dentro di me sono pieno e sono un tutt’uno con qualcosa di meraviglioso da realizzare e quindi non me ne preoccupo. Non ho tempo o energie da sprecare con le cose negative.

Credimi: quando avrai uno o più progetti veramente importanti da realizzare non farai più tanto caso a quelle piccole cose che di solito ti deludevano (e te ne stupirai felicemente ogni tanto).

Se sei focalizzato/a su qualcosa di importante che ti dà gioia non hai aspettative alte sugli altri o sugli eventi. Pensi solo a migliorarti, migliorare le soluzioni che metti in campo ed ottimizzare i tuoi progetti.

Questo ti aiuterà nel tuo percorso...

no time for karma

No time for karma. Uscire dalla ruota del dolore e del conflitto

Uscire dalla Ruota del dolore e del conflitto, mettere in discussione le millenarie nozioni di karma, peccato, di possibile e impossibile, ridurre il limite tra il visibile e l’invisibile. Sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo testo unico nel suo genere. Un lungo viaggio che ci porterà a toccare con mano l’energia evolutiva dell’Era dell’Acquario e a esplorare le nostre potenzialità come esseri dotati di potere psichico e di creatori di realtà. Da Un corso in miracoli ad Abraham Hicks, passando per il metodo Silva e il contatto con la propria guida interiore, Paxton Robey ci condurrà gentilmente a realizzare che non esiste l’errore, non esiste un là fuori separato dalla nostra coscienza e soprattutto non c’è niente che non abbiamo il potere di cambiare.

“No Time For Karma” ci fa capire come la Vita sul Pianeta Terra possa essere considerata e vissuta felicemente come un percorso di apprendimento per anime che hanno voglia di risveglio.

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